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Storia della famiglia Costantini e biografia di Miky Costantini

Sabato 8 maggio 2021, chiacchierando con una cliente, Karen, moglie di Brayan Passelli, mi dice: “Miky, dovresti scrivere ciò che ci stai raccontando, poiché in futuro sarebbe bello conoscere la storia dei Costantini e dell’Osteria”. Considerando anche che non ho figli a cui tramandare il mio sapere, oggi, lunedì 10 maggio 2021, comincio a modo mio a mettere nero su bianco ciò che mi ricordo dai racconti di mio nonno Augusto, detto Gusto, nato nel 1907, di mia nonna Giuseppina, detta Pina, nata Pelucca nel 1913, e di mio papà Erminio, detto Mimo, nato nel 1935.
Negli anni tra il 1925 e il 1930, Gusto arriva in Svizzera, come si diceva una volta, “col sachetin in spala”, per lavorare da Giuseppe Pelucca. Quest’ultimo, dopo essere sceso da Frasco, acquista la casa dove vivo tuttora. Al piano terra c’erano la cucina e la sala da pranzo. Lì inizia a vendere articoli alimentari e, vedendo il buon funzionamento del commercio, decide di sopraelevare la casa di un piano. Con l’aiuto di Gusto, appena arrivato come tuttofare ma muratore di professione, iniziano i lavori e sopraelevano l’edificio.
Da cosa nasce cosa, e Gusto si innamora di Pina, figlia di Giuseppe: così inizia la loro storia d’amore. Con l’avanzamento dei lavori, al piano terra nasce “Coloniali Pelucca”. Tuttavia, pochi anni dopo, Giuseppe muore in un incidente frontale sul Piano di Magadino. Da quel momento il negozio cambia nome, diventando “Costantini Pelucca”, gestito da Pina e Gusto per anni. Nel 1935 nasce Mimo e, qualche anno dopo, Lucia mia zia. Crescono in negozio, e Mimo si distingue per il suo carattere ribelle, a volte rude, ma con una grande imprenditorialità. Dopo le scuole dell’obbligo e vari collegi (dai quali scappava regolarmente, vista la sua indole), inizia a lavorare con i genitori tra il 1955 e il 1960. Non senza molte discussioni, vista la differente visione commerciale tra genitori e figlio, capita più volte che Mimo pianti tutto per poi fare pace e tornare alle sue origini.
Negli anni ’60 sposa Mariuccia Arizzoli, parrucchiera di professione, e nascono due figli: Massimo nel 1964 e il sottoscritto nel 1969. Visto l’ottimo andamento del commercio al dettaglio, nel 1970 Mimo decide di fare un grande passo e progetta, con l’architetto Luigi Snozzi, il nuovo negozio con appartamenti ai piani superiori. Dopo aver acquistato dalla famiglia Mondada un casolare adiacente alla casa di proprietà, il primo progetto approvato viene largamente modificato poiché il Cantone decide di allargare via Brione da una a due corsie. Così nasce il negozio di quartiere. Con la costruzione e l’allargamento, la fontana dove il nonno Gusto lavava i fiaschetti viene spostata di fronte al cambio gomme e la cappelletta, ora situata poco sopra, adiacente alla chiesetta.
Ovviamente, una struttura del genere negli anni ’70, firmata Luigi Snozzi, suscita diverse discussioni. Oggi nessuno ci fa troppo caso. Il negozio va a gonfie vele, ma con la continua crescita dei grandi magazzini, il lavoro comincia a calare. Intorno agli anni ’90, con l’apertura della galleria Mappo-Morettina, la situazione peggiora drasticamente. Nel frattempo, l’Osteria è già in fase di ristrutturazione. Nasce dopo una cena tra Mimo e il suo amico di avventure tra uscite in bicicletta e wind surf Piero Mazzoleni, che gli dice: “Ma se in quel rutt (rudere) abbandonàä te faresi fora un bel grottin?”. Così, nel 1996, nasce l’Osteria Costantini, gestita fino al 2000 da mio fratello Massimo.
Dal 2001, le proprietà lasciateci da mio padre vengono rilevate dal sottoscritto, il quale, dopo l’apprendistato, ha proseguito fino al 1999 come carrozziere qualificato presso la Carrozzeria Monzeglio di Locarno, gestita da Eraldo, Gabriele e Liliana. Poi, cambiando drasticamente settore, dal 1999 al 2012 ho lavorato per La Posta come portalettere dividendomi anche con una parentesi estiva per il Comune di Cerentino e in seguito presso l’Ortopedia Tulipani di Mendrisio come tuttofare e rappresentante, realizzando in seguito la filiale di Cadenazzo in seguito nel 2012 mi dedico al 100% all’osteria. Nel 2009 termina la ristrutturazione dei piani superiori dell’Osteria, realizzando due appartamenti: un monolocale mansardato e un bilocale e mezzo.
Dopo una gestione piuttosto disastrosa tra il 2000 e il 2005, i gestori del tempo avevano demolito il nome, perdendo praticamente tutti i clienti, soprattutto quelli locali.
Nel 2009 decido di buttarmi in questa nuova avventura, prendendo in gestione l’Osteria. I primi anni sono abbastanza difficili: pochi clienti (4/5 in settimana e 8/10 nel fine settimana). Ma proprio in quel periodo ho potuto farmi le ossa, imparando a gestire sia l’Osteria che la cucina. Con il tempo siamo cresciuti molto, fino alla chiusura per Covid nel 2020. Alla prima riapertura, abbiamo sperimentato il servizio d’asporto: un’esperienza indimenticabile. La gente aveva voglia di tornare alla normalità, e c’era una colonna infinita, con attese fino a 3 ore per ritirare la propria cena, ma sempre con molta calma e comprensione.
Dopo la fine della pandemia, si percepiva che il lavoro era cambiato. Pur continuando a lavorare molto bene, l’Osteria viene scoperta anche dai turisti. Gli anni diventano più difficili a causa della guerra e degli aumenti, che si fanno sentire sia per noi che per i clienti. Il lavoro cambia, ma ci adeguiamo per essere sempre al passo con i tempi.
I nostri punti di forza sono le nostre puntine Carré, il risotto dell’Osteria nel periodo invernale e la chinoise dell’Osteria, con dadini di filetto, sempre in inverno. Pur avendo una carta corta, non trascuriamo il resto della nostra offerta gastronomica.
Miky Costantini

DICONO DI NOI

Le parole dei nostri clienti raccontano meglio di qualsiasi presentazione ciò che siamo: una casa aperta a tutti, dove il cibo è buono e l’atmosfera è quella giusta.
Grazie a chi ha già condiviso la propria esperienza e benvenuto a chi verrà.